venerdì 1 febbraio 2013

Investire nella sconfitta



" Le arti marziali sono state coltivate per accrescere tanto la saggezza quanto il coraggio. Nella filosofia cinese Tai Chi è la madre di yin e yang. Non c'è nulla che non contenga. Il nome della nostra arte marziale deriva da questo primordiale Tai Chi.

Alla gente che ama la lotta piace usare le arti marziali per combattere, e il fatto di perdere o vincere viene determinato dal relativo livello di abilità marziali. Tipi del genere inevitabilmente usano la dura forza per colpire e tecniche di velocità per controllare gli avversari: ciò rappresenta l'estremo limite yang, e l'estremo limite della durezza. Se per resistere uno usa la durezza, allora entrambe le parti sono certe di farsi male. Non è questa la via di un grande Maestro. Perciò quando altri usano la durezza, io uso la morbidezza; quando altri usano il movimento, io uso l'immobilità. Quando l'estremo yang incontra l'estremo yin sarà sempre yang a uscirne sconfitto.

Non c'è mai stata una persona che abbia studiato le arti marziali e che prima o poi non abbia desiderato vincere. Orbene se io dico “imparate a investire nella sconfitta”, chi sarebbe desideroso di farlo? Investire nella sconfitta però significa lasciare che gli altri usino la forza per attaccare mentre voi non impiegate la benchè minima forza per difendervi. Al contrario voi deviate la forza dell'avversario in modo tale che essa diventi inutile, quando poi contrattaccate, qualsiasi avversario verrà scaraventato a una grande distanza.

Il Tai Chi Ch'uan infatti non solo può distruggere la durezza, ma può anche essete utilizzato per controllare il movimento. È la prima arte marziale. Aiuta il debole a diventare forte, il malato a guarire, e il timoroso a diventare coraggioso. La sua pratica rafforza il corpo, la stirpe e il paese. Tutti coloro che trattano affari nazionali e civili non dovrebbero trascurarlo. "


(Cheng Man Ch'ing - Tredici saggi sul Tai Chi Ch'uan.)


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