" Le arti marziali sono state coltivate
per accrescere tanto la saggezza quanto il coraggio. Nella filosofia
cinese Tai Chi è la madre di yin e yang. Non c'è nulla che non
contenga. Il nome della nostra arte marziale deriva da questo
primordiale Tai Chi.
Alla gente che ama la lotta piace usare
le arti marziali per combattere, e il fatto di perdere o vincere
viene determinato dal relativo livello di abilità marziali. Tipi del
genere inevitabilmente usano la dura forza per colpire e tecniche di
velocità per controllare gli avversari: ciò rappresenta l'estremo
limite yang, e l'estremo limite della durezza. Se per resistere uno
usa la durezza, allora entrambe le parti sono certe di farsi male.
Non è questa la via di un grande Maestro. Perciò quando altri usano
la durezza, io uso la morbidezza; quando altri usano il movimento, io
uso l'immobilità. Quando l'estremo yang incontra l'estremo yin sarà
sempre yang a uscirne sconfitto.
Non c'è mai stata una persona che
abbia studiato le arti marziali e che prima o poi non abbia desiderato
vincere. Orbene se io dico “imparate a investire nella sconfitta”,
chi sarebbe desideroso di farlo? Investire nella sconfitta però
significa lasciare che gli altri usino la forza per attaccare mentre
voi non impiegate la benchè minima forza per difendervi. Al
contrario voi deviate la forza dell'avversario in modo tale che essa
diventi inutile, quando poi contrattaccate, qualsiasi avversario
verrà scaraventato a una grande distanza.
Il Tai Chi Ch'uan infatti non solo può
distruggere la durezza, ma può anche essete utilizzato per
controllare il movimento. È la prima arte marziale. Aiuta il debole
a diventare forte, il malato a guarire, e il timoroso a diventare
coraggioso. La sua pratica rafforza il corpo, la stirpe e il paese.
Tutti coloro che trattano affari nazionali e civili non dovrebbero
trascurarlo. "
(Cheng Man Ch'ing - Tredici saggi sul Tai Chi Ch'uan.)

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